Assegno di ricollocazione, ecco i beneficiari

Ai disoccupati percettori della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI) la cui durata di disoccupazione eccede i 4 mesi è riconosciuta una somma denominata assegno individuale di ricollocazione, graduata in funzione del profilo personale di occupabilità, spendibile presso i Centri per l'impiego o presso i servizi accreditati.

L’Osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro ha esaminato la normativa e dati del mercato del lavoro e prodotto un documento con i dati sulla ricollocazione dei lavoratori.

Probabilmente la competenza concorrente fra Stato e Regioni, in materia di politiche del lavoro, potrebbe comportare piani di attuazione diversificati da regione a regione e ridurre le funzioni operative della nascente Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL). Il documento di Fondazione e studi, pertanto, rappresenta un supporto utile sia al coordinamento nazionale, sia alla programmazione regionale.

Alla luce della normativa, i destinatari sull’assegno di ricollocazione devono, allo scadere del quarto mese dalla cessazione, possedere due caratteristiche: non avere un lavoro; essere ancora percettori di NASpI. Si completa così il quadro che ci permette di quantificare il numero di coloro che possono accedere all’assegno di ricollocazione.

Dei circa 2 milioni di disoccupati involontari nel 2015 che avrebbero potuto richiedere la NASpI si è ricollocato entro un brevissimo lasso di tempo (8 giorni) con un contratto a tempo indeterminato o a termine di almeno 6 mesi, circa il 10%, corrispondente a 203 mila individui. Costoro, pur avendone diritto, non hanno fatto domanda di Naspi.

Il restante 90% ha fatto richiesta del sussidio, ma solo 1.127.000 persone supereranno il quarto mese di NASpI, acquisendo il diritto all’assegno di ricollocazione.

Nel gruppo dei destinatari dei servizi di intermediazione troviamo principalmente gli addetti al settore edile quali gli artigiani ed operai specializzati addetti alle costruzioni di strutture edili (71,8%) e il personale non qualificato delle costruzioni (69,7%) ed artigiani ed operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (66,4%). Fra le prime 5 professioni che risultano avere una quota maggiore di potenziali beneficiari dell’assegno di ricollocazione troviamo anche i tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive (67,5%) e le professioni qualificate nei servizi personali (64,4%).

Fondazione Consulenti per il lavoro è ente erogatore dell’assegno di ricollocazione. 

Articolo a cura della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro

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